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AUTOSTRADE A SETTE ANNI DALLA PRIVATIZZAZIONE

Milano, 26 marzo 2006 - Poco meno di cinquanta pagine per raccontare i sette anni di Autostrade dopo la privatizzazione, con l’intento di rispondere, nel modo più approfondito e trasparente possibile - con l’ausilio di elementi fattuali e atti ufficiali - a interrogativi, rilievi, e a volte anche accuse, che negli ultimi tempi hanno riguardato la Società. La pubblicazione “Autostrade a 7 anni” è stata presentata oggi a Milano dall’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato gli editorialisti Enrico Cisnetto e Franco Debenedetti, e il Presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Fontana. “Autostrade a 7 anni dalla privatizzazione” rappresenta l’occasione di mettere “nero su bianco” i fatti e i risultati concreti dei sette anni di gestione privata della Società, su tematiche quali il ruolo e gli obblighi del concessionario autostradale, i piani di investimento, la manutenzione, la qualità del servizio, la sicurezza, le tariffe. “Con questo documento - ha sottolineato Giovanni Castellucci - oltre a fare il bilancio di questi sette anni, abbiamo anche inteso ricreare la necessaria profondità di prospettiva sulle motivazioni delle scelte istituzionali e aziendali che hanno caratterizzato la storia della nostra Società, e più in generale del settore autostradale italiano, a partire dalla metà degli anni ‘90”. Tra le domande più ricorrenti alle quali il documento intende fornire risposta figurano: • Qual è il ruolo del concessionario autostradale e quali sono i suoi obblighi e diritti contrattuali? • La privatizzazione di Autostrade: affare per lo Stato o per i privati? • Dopo la privatizzazione, la manutenzione, la sicurezza e la qualità del servizio sono effettivamente migliorate? • Come sono decisi, finanziati e remunerati gli investimenti? • Sono stati accumulati ritardi nell’esecuzione dei piani di investimento? • I ritardi sono imputabili alla Società? Quali sono i benefici per l’Azienda? “A tali domande e a molte altre - ha spiegato Castellucci - abbiamo cercato di dare un’approfondita risposta con elementi concreti desumibili da bilanci, atti ufficiali o informazioni aziendali interne, della cui veridicità, una volta divulgate, ci assumiamo la piena responsabilità”. Autostrade per l’Italia si è impegnata, con la diffusione di questo documento, a rendere efficace e trasparente il dialogo con le Istituzioni e l’opinione pubblica, e a tal proposito ha attivato un indirizzo di posta elettronica dedicato, 7annidopo@autostrade.it, che è a disposizione di chiunque dopo la lettura avesse domande, o volesse semplicemente esprimere le proprie opinioni. AUTOSTRADE PER L’ITALIA:HIGHLIGHTS Nata all’inizio degli anni ‘50, la rete di Autostrade per l’Italia e delle concessionarie controllate del Gruppo è la più estesa rete autostradale europea a pedaggio. Con i suoi oltre 3.400 km, rappresenta il 17% di quella europea a pagamento, e serve 15 regioni e 60 province italiane. Autostrade per l’Italia e le sue concessionarie controllate sono impegnate in un importante programma di potenziamento e di ammodernamento di quasi 600 km di rete, per un impegno complessivo di oltre 10 miliardi di euro, piano che fa del Gruppo il primo investitore privato in Italia. Rispetto al 1999, anno precedente alla privatizzazione, Autostrade ha triplicato gli investimenti sulla rete, portandoli nel 2006 a superare 1 miliardo di euro all’anno. Tale impegno ha permesso di aprire al traffico 152 km di terze e quarte corsie e di migliorare la sicurezza sulla rete in gestione, dimezzando tra il 1999 e il 2006 il tasso di mortalità, un risultato ampiamente in anticipo sull’obiettivo decennale fissato dalla Comunità Europea. La Società ha inoltre quasi raddoppiato la spesa annua in manutenzioni, portandola da 274 a 460 milioni di Euro. I risultati raggiunti dall’Azienda dopo il 2001 e la redditività sui ricavi sono in linea con i principali operatori europei, nonostante tariffe più basse e tassi di crescita delle stesse inferiori all’inflazione. Dall’anno della privatizzazione, infatti, l’inflazione è stata del 14,95%, ma le tariffe di Autostrade per l’Italia sono cresciute solo del 13,40%, e tuttora rimangono le più basse d’Europa. I significativi risultati conseguiti sono anche da attribuirsi all’aumento di efficienza ottenuto nelle attività operative e nello sviluppo dei sistemi di pagamento automatizzati (Telepass), che hanno permesso di destinare risorse crescenti agli investimenti e alla qualità del servizio. Il valore borsistico del titolo Autostrade ha registrato dal 1999, anno della privatizzazione, a oggi un apprezzamento in linea con l’andamento delle altre società concessionarie europee quotate, ma Autostrade si è caratterizzata per una politica di distribuzione dei dividendi tra le più prudenti, privilegiando il reinvestimento degli utili nell’attività d’impresa.
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